"Siamo approdati nel 2026 quasi travolti dai flutti, catapultati in una tragedia che ha fatto tremare le nostre fondamenta più profonde. Gennaio si svela come un varco cruciale in questo mutamento di correnti, sotto il dominio assoluto di Nettuno. Il dio dei mari sosta ora in un punto che è un confine sacro dello zodiaco, l’ultimo grado dei Pesci, prima di incendiare lo 0° dell’Ariete alla fine del mese.
Questo passaggio tra Pesci e Ariete è la 'fessura cosmica': un luogo sospeso che è, allo stesso tempo, l’ultimo respiro di ciò che è stato e il primo vagito di ciò che sarà. È la soglia della nascita, l’impulso sacro ad abbandonare le rive rassicuranti del passato per avventurarsi verso terre ignote. È il salto dal noto all’oscuro, il sofferto distacco dalla dipendenza per abbracciare la libertà.
In questo pellegrinaggio celeste, ogni pianeta che cambia segno rende omaggio a Nettuno, come in un solenne saluto tra il vecchio e il nuovo mondo: Mercurio ha aperto le danze il primo dell'anno, seguito dalla grazia di Venere il 17, dal vigore di Marte il 23 e, infine, dall'austero Saturno il 14 febbraio.
Viviamo un tempo di visioni e intuizioni profonde; quella fessura cosmica è una prova per l’anima. Il Nettuno del mito, quando adirato, scatenava tempeste oscure per inghiottire gli audaci. E guardando alla tragedia di Crans-Montana, il pensiero corre ai nostri giovani, che troppo spesso cercano nell’alcol un’acqua in cui annegare il dolore, dimenticando che Nettuno governa l'estasi ma anche l'oblio, la fuga e la perdizione. Abbiamo forse smarrito il senso del sacro? Abbiamo dimenticato la maestà divina di Nettuno.
A febbraio, nel suo incontro con Saturno, il rigore ci imporrà di onorarlo nuovamente. Chi di noi custodisce nel proprio tema natale il Sole, la Luna o l’Ascendente tra i 29° dei Pesci e lo 0° dell’Ariete, sentirà il richiamo del cambiamento (in quel particolare settore di vita dato dal luminare o pianeta coinvolto), un’occasione preziosa per iniziare un nuovo capitolo di vita.

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